Oggi esistono varie categorie di idioti e sempre più spesso queste categorie hanno un comune identificatore, la razionalità. Certo che dicendo in questi termini si potrebbe incorrere in una naturale obiezione, ma analizzando il comportamento umano non possiamo non notare un fatto ben preciso: la razionalità tanto decantata come ciò che distingue l'uomo dall'animale, poggia le sue basi sulla apparente irrazionalità. Pensiamo un attimo ad un bambino appena nato o meglio a qualche mesi di vita, nulla sa di condizione necessaria e sufficiente, nulla di principio di indeterminazione, nulla di gravità, nulla di elettromagnetismo e nulla della nuova teoria delle stringhe, eppure vive, gioca, e cerca di portare con la mano a se le cose, identificando lui stesso con il mondo. Di questa fase della vita apperentemente irrazionale il bambino ne esce anche grazie ai genitori che cercano di farlo crescere con una certa educazione; e così, giorno dopo giorno, il bambino impara comportamenti considerati convenienti per il suo futuro. In questa fase definiamola pure analogica-dialogica, dove il simulare ha una importanza centrale, la realtà non è mai esattamente distinta dalla fantasia. E la fantasia non è un elemento in se negativo tanto più se non la consideriamo mossa dalla casualità (o dalla incoerenza); pensiamo un attimo agli artisti (...) potremmo dire di loro essere idioti o meglio folli? Se ammettiamo la casualità come la base della fantasia dobbiamo anche definirla non astrattamente, e dunque potremmo prendere a prestito dalla matematica il concetto più vicino al senso comune di casualità: evento non prevedibile, non determinabile dalle condizioni iniziali. Ed è qui il problema: la fantasia, dunque un atto umano prodotto della nostra mente, condimento principale per i bambini e per gli artisti, è o non è determinabile dalle condizioni iniziali? Se siamo romantici e siamo affascinati dal concetto dell'infinito che c'è in noi allora saremmo propensi per forza di cose ad ammettere che non c'è condizione iniziale che tenga, tutto è imprevisto, e allora in tal caso non esisterebbero idioti nel senso stretto del termine, e forse non esisterbbe forma di vita organizzata sul pianeta estendendo il concetto di infinito! Se ammettiamo invece che in effetti il caso è solo una invenzione umana per giustificare una nostra defaglianza interpretativa della realtà, e dunque nulla è per caso, a quel punto nessun comportamento è irrazionale e l'idiota avrà la sua buona base razionale. Da questo fatto ne deriva che qualsiasi idiota che noi incontriamo per strada è un essere razionale, ad esempio è razionale chi vuole costruire centrali nucleari obsolete prima di finirle in modo che faccia profitto a scapito delle società, è razionale chi usa l'esercito per tenere a bada una popolazione che non vuole essere intossicata dai rifiuti tossici prodotti da altri, gli amici dei politici corrotti, è razionale chi usa le armi della paura scientifica indotta per soggiogare le menti più impertinenti, è razionale uccidere i politici che non si piegano alla volontà della combutta affaristica che governa (diciamo solo nascostamente per dignità di chi scrive) il paese, è razionale , per restare in tema di elezioni provinciali l'idiota politico di turno che assoldato dalla mafia-massoneria non vuole vedere con chi ha a che fare, l'importante sono lo stipendio e basta, è razionale l'idiota giornalista che giustifica e disinforma raccontando storielle glamour su fatti e personaggi inventati dalla sua fantasia ora ci vuole casuale, o dalla fantasia del suo capo, il suo grande capo. Non parliamo poi degli idioti nobiluomini e delle idiote nobildonne, spesso i nobili idioti, infatti, sono solo patentati di perbenismo, e sono schiavetti che aiutano il regime spacciandosi per alternativa moral-elitaria, ma qui entriamo in un circolo vizioso: è nato prima l'uovo o la gallina. Sono nati prima i nobili latifondisti bella gente fine ottocento che avevano bisogno dei curati trasformati in mafiosi per non perdere i propri possedimenti, oppure sono nati prima i mafiosi che ricattavano i latifondisti nobili per entrare a far parte anche loro dei privileggi. Questa è chiaramente storia di cosa nostra, i fatti oggi come dicono alcuni giornalisti sono altri, sono solo affari, adesso non vi è alcuna distinsione fra le categorie su menzionate io aggiungerei e chi se ne frega. Vi lascio perchè mi sono rotto di sproloquiare su cazzate a me indotte dalla contintingenza in cui vivo un paesello inerme e fantasma, dopotutto io cogito ergo sum e tu fai quello che vuoi, anche L'IDIOTA!