da notare nella foto l'incastro perfetto fra colombe e pipistrelli!
Tutti noi da ragazzi abbiamo, per una volta nella vita, voluto sapere cosa sia il pensiero nella sua azione e il pensato come suo prodotto. Oggi a distanza di parecchi anni da quando ho visto il mitico film 2001 odissea nello spazio, mitico perchè HAL9000 era mitico, mi rendo conto che una visione troppo ottimistica o in una visione troppo pessimistica della capacità della mente di comprendere se stessa, è una categoria un pò troppo fuoriluogo nell'indagine moderna. Il possibilismo alla Paul Vidal de la Blache, in tal senso, è l'unica strada accettabile, le altre divergono inerosabilmente a speculazioni filosofiche che portano alla metafisica e dunque da lasciare ad altri, determinismo compreso. E proprio poichè di fisica si intende la mente, e di forma, e non già di anima o bizzarrie varie, e semmai solo e puro spirito per dirla non mi ricordo più con chi (accidenti alle citazioni!) parliamo di R.Penrose. Costui è un dei tanti geni viventi, genio come lo fu A. Einstein per il secolo scorso per fare un paragone inflazionato. "Penrose ha rivolto la propria attenzione alla mente umana, utilizzando alcuni concetti della meccanica quantistica per giungere a un'ipotesi che lo pone in netta antitesi con le posizioni funzionaliste e, più in generale, con coloro che considerano la mente umana qualcosa di molto simile a un sofisticato computer.
Il punto di partenza di Penrose è l'osservazione che i computer portano a termine i compiti assegnati utilizzando procedure e algoritmi predefiniti: la loro attività consiste unicamente nell'esecuzione di operazioni logiche e di calcoli, sulla base di specifiche regole fornite dalla programmazione." (leggi il resto qui)
Non voglio parlare di Godel e altre cosette che Penrose porta a sua dimostrazione non sono un P. Oddifreddi all'occorrenza, ma secondo Penrose bisognerebbe avere una nuova comprensione della fisica per capire la mente, e "il candidato più probabile per produrre il cambiamento auspicato sembrerebbe essere una teoria quantistica della gravità, ancora da scoprire, che potrebbe gettare nuova luce su fenomeni come la coerenza quantistica o la non località. Detti fenomeni potrebbero essere implicati in comportamenti non computabili che interesserebbero i microtuboli, strutture interne dei neuroni, capaci di favorire le particolari condizioni richieste per il verificarsi di questo tipo di fenomeni". Dunque riepilogando il centro del pensiero risiede secondo Penrose in questi microtuboli e nessun calcolatore al mondo potrà mai pensare come un essere umano. Non sono certo nelle condizioni di poter confutare un professorone di questa entità, ma mi chiedo una cosa piuttosto leggittima che credo anche voi potreste domandarvi. E' risaputo che la termodinamica non riesce a spiegare bene l'essenza dei fenomini microspopici, se non fosse stato così, altrimenti, avremmo risolto tutti i problemi energetici del mondo intero! Mi chiedo però, se per questo difettuccio, potremmo dire che la termodinamica non possa spiegare il comportamento macroscopico dei sistemi? Questo compito in effetti lo svolge ancora egreggiamente. Dunque, se una matematica della mente esiste, e se questa non è algoritmica chi se ne frega e solo un problema umano, troppo umano, per non pensare di approssimare la mente così come sappiamo da sempre fare noi esseri umani! Ben vengano computer pseudo-pensanti; per non urtare la sensibilità di Penrose, avrannò una loro intelligenza, non umana, che se codificata per il bene si sperà non partorirà mai idee simili a queste: