Sorrido sempre quando penso al passato, a quel passato che a i suoi filamenti con l'attulità; e infatti in questi giorni, mi viene in mente un persona, una persona con la coppola, una persona che parla, non dice , ma dice: "muto sugnu".
Avete presente quei dei films degli anni settanta, quei films che parlavano della mafia? Quella apoteosi conclusasi con la fatidica frase: "Il potere logora chi non ce l'ha". Io ritengo che la poesia nei films (no filmini mentali) deve farla chi conosca i meccanismi giusti. Devo dire che la trilogia del padrino fu senz'altro esaustiva in questo, nel senso che rispecchiava e rispecchia ancor oggi pienamente i giusti canoni ritmici della poesia post-moderna ed incalzante; quella poesia che non ingoia il rospone del sorriso cinico, che non si nutre della rimembranza dell'amore tout court come rapimento e riempimento nostalgico. Nonostante ciò a me piace un non-genere letterale quale il noir. Il noir è un modo di mescolare la realtà alla finzione, diciamo per un gusto mio personale, più mescolatato alla Pulp Fiction di Q. Tarantino o alla Blade Runner di R. Scott. Per intenderci, a mio modo di vedere, il cinema non ha colpe se il reale non è reale, ma verosimile trasfigurazione. Aggiungo che l'elemento onirico, spesso confuso con il tema del ritormo, o dell'eterno (Dio per i religiosi), assurge mai a funzione autolesionista, o anti-copulativa, ma oltre ogni modo, semmai attua una funzione demistificatoria della realtà stessa. Detto ciò, non posso dimenticare che la realtà così come noi la percepiamo è una media delle convenzioni, convenzioni le quali prendono le mosse dalla media delle soli menti in comunicazioni. Se vivi isolato, se ti nutri della tua poesia, la tua realtà sarà una tua verosimile trasfigurazione, se invece medi le tue convenzioni con gli altri esseri pensanti e rientri nella campana di Guauss della libertà di pensiero, costruisci quel pensiero danzate io direi autosostenuto, troppo spesso ingiustamente incriminato come populista-qualunquista; e ti puoi permettere di giudicare sulle basi del sentire un bene comune. Ecco perchè la rete internet, ancor più reale del quotidiano vivere, ti permette di giudicare; ti permette di capire se sei uno sciocco minchione che blatera e scrive articoletti nostalgici, oppure una persona che ascolta e discerne!