C'era in un paese-cittadella di 50.000 abitanti, che per convenzione chiameremo AlCaCalla, un ospedale che negli anni era stato sempre in bilico fra chiudo o non chiudo! Andava avanti come l'Alitalia e i voli pindarici dei suoi abitanti. In AlCaCalla ogni cosa era fatta con u' fauri, e tutti, dico tutti, erano convinti che bisognava essere furbi per ottenere le cose. Vi abitava ad AlCaCalla un no-bamboccione che chiameremo PROMETEO; per troppo tempo PROMETEO aveva vissuto in un altra città; lui, PROMETEO, non aveva mai avuto a che fare con l'ospedale di AlCaCAlla se non molto tempo addietro, quando era piccolo, e pensava che le cose andavano, adesso, tutto sommato non molto male. Un giorno PROMETEO ebbe bisogno di una visita di colo-proctologia e seguì l'iter che il suo medico generico gli aveva consigliato, ossia andare all'ospedale di AlCaCalla per una visita specialistica. PROMETEO senza timore alcuno, si avviò per quella selva oscura. All'uscio dell'ospedale trovò accovacciati allo sportello-accoglienza-spettegolo due giovani fanciulle, due rifuggiate dello stipendificio di AlCaCAlla. Le due ragazze sembravano contenti nel vederlo così come nel vedere ogni altra persona che entrava per quell'uscio, e solerti indicarono, sentito il bisogno, lo sportello per il pagamento del ticket appena difronte loro. Allo sportello difronte a pochi metri, rifuggiato in una stanza da una piccola finestrella, appariva un signore che chiameremo nel proseguo MEZZAPAROLA, questi appariva dall'aspetto giovanile pur non essendolo, ed assomigliante leggermente ad Angioletti il sindacalista, ma senza baffi; MEZZAPAROLA era coadiuvato da una signora accanto che chiameremo ASPETTACHEVEDIAMO. MEZZAPAROLA chiese di cosa aveva bisogno PROMETEO, e questi rispose senza pensarci su come gli aveva consigliato il medico generico: "avrei bisogno di una visita di colo-proctologia fatta possibilmente dal medico PANDORA_PROMETEO" questo era il nome e cognome che il medico generico gli aveva fatto, ed era lo stesso cognome suo, di PROMETEO. MEZZAPAROLA osservò insistentemente e per bene PROMETEO, e con un fare sincerato e spedito indicò il secondo piano. PROMETEO si avviò. Vi era una moltitudine di gente adagiata per le scale per terra e per i corridoi, sembrava un girone dell'inferno dantesco. Malati seduti e addormentati, bambini ed anziani stremati, e molta, molta insofferenza nei volti di tutti. PROMETEO, scoraggiato, si accertò se la trafila era quella, e un giovane a turno con il viso consapevole gli rispose: "forse prima devi prenotare la visita come tutti noi!". PROMETEO non capì il disappunto che trapelava dalle parole del giovane, lui dopotutto aveva fatto quello che MEZZAPAROLA gli aveva detto. Per evitare equivoci PROMETEO scese da MEZZAPAROLA per sincerarsi sull'iter che aveva seguito. MEZZAPAROLA gli disse: "tu non hai bisogno di prenotarti" vai al secondo piano li troverai il medico PANDORA_PROMETEO. Tutto contento della certezza del suo operato, PROMETEO risalì per quella masnada di gente accumulata per le scale, e raggiunse la porta del medico PANDORA_PROMETEO. All'uscio della porta vi erano due ragazzi, uno in particolare aveva lo stesso distintivo sulla giacca delle due ragazze addette allo sportello-accoglienza-spettegolo; il ragazzo parlava con uno dei malcapitati bisognosi in fila, forse era un suo amico o conoscente, e solo dopo che PROMETEO insistettè nel chiamarlo, accettò di interrompere la sua discussione per prendere la ricetta da consegnare al medico. Ma anche il ragazzo, fece la domanda: "ti sei prenotato per oggi?". PROMETEO gli disse ciò che MEZZAPAROLA gli aveva detto, ed il ragazzo entro nella stanza del medico, consegnò la ricetta e si rimise a parlare con il suo amico. Passarono 20 minuti e dalla porta del medico PANDORA_PROMETEO uscì una infermiera e chiese: "PROMETEO!? chi è PROMETEO!... Tu non sei prenotato per oggi!". PROMETEO prese la ricetta e seccato, oramai, dal salire e scendere le scale andò da MEZZAPAROLA e gli racconto l'accaduto. MEZZAPAROLA allora cambiò in viso e da solerte e disponibile, divenne il perfetto burocrate di turno. "Io ho pensato, visto che lei mi ha chiesto del medico PANDORA_PROMETEO e visto che ha lo stesso cognome, che eravate parenti" così esortì, con tono perentorio, MEZZAPAROLA. PROMETEO in quel momento ebbe la prima fantasia della giornata, la fantasia di prenderlo per il collo e stritolarlo per quello che aveva detto, ma da buon e civile cittadino gli disse: "purtroppo non siamo parenti: dunque mi dica cosa cambia adesso!". MEZZAPAROLA con un sorrisetto misto cinico e misto idiota, esortì: "gira qui dietro all'angolo e prenota allo sportello prenotazione". A questo punto ASPETTACHEVEDIAMO intervenne: "aspetta" disse "vieni appresso a me, che vediamo cosa si può fare". PROMETEO oramai distaccato, ma incuriosito così come quando si ossevano le formiche, la seguì dentro un'altra stanza dove vi erano altri tre inboscati dello stipendificio dell'ospedale di AlCaCalla. Tutta impettita si presentò seduta e con volto superbo un'altra addetta che chiameremo LAIMPETTITA, LAIMPETTITA fece finta di leggere il monitor del computer e confermò: "purtroppo non si può fare nulla, si deve fare la prenotazione". PROMETEO avvilito disse: "bene visto che non sono un parente del medico, mi dica almeno per quando è la prenotazione?". "Per il prossimo mese" disse LAIMPETTITA. In quel preciso momento PROMETEO ebbe la seconda fantasia della giornata, la fantasia di prendere le 6-7 persone inutili con cui aveva parlato e di tirare loro le orecchie per benino, dopotutto lui conosceva il metodo, se lo era solo scordato. Una volta un amico che lavorava in ospedale glielo aveva detto: "se ti serve qualcosa, un piacere, fammelo sapere, ci penso io". PROMETEO era una persona corretta e non l'avrebbe mai fatto. Prometeo chiese il rimborso del ticket che gli fu accettato, e decise di farsi una visita a pagamento.