Esiste un preciso motivo per cui dobbiamo essere spietati con la parte più avversa a noi, distruggere le convinzioni radicate nei luoghi comuni. Spesso mi capita di stare in Toscana una bellissima regione dove grazie al fatto di avere anche affetti cari in questa terra, mi concedo al confronto con della gente che vive sicuramente una condizione meno sgarruppata dei sICILIANI sottomessi alla mAFIA-pOLITICA, nel senso che non dovendo nella totalità assoluta elemosinare "u fauri", possono dunque concedersi di sputare addosso a qualche minchietta di politico. Prendo spunto proprio da un singolare evento: anche io (lo ammetto) sono andato alla presentazione del mitico libro "bavaglio" tenutasi a Pisa ieri. Al di là del fatto commerciale che fin troppo facilmente potrebbe essere giustificato come espediente per sostenere le cause civili promosse dalla "casta", "casta" di cui parla spesso Travaglio, l'aspetto sobrio e spartano della presentazione, ma vero!, mi hanno fatto pensare che dopotutto, essere dei filosofi non serve per capire che non possiamo pensare alla frase "tanto le cose non cambieranno mai" e delegittimare cinicamente chi si impegna. Le cose in realtà cambiano in continuazione ed è per questo che "le minchiette" dei mAFIOSI-pOlITICI, hanno paura, paura non del fatto che domani possano andare in galera, è chiaro che questo non accadrà nello stato di cose, ma che se il virus della informazione libera e critica si diffonde, si possa un domani, depauperare una loro consolidata posizione di privilegio per queste "famigghie" mAFIOSE-pOLITICHE al governo. E' quasi superfluo sottolineare che oggi non possiamo applaudire ne quando pensiamo al centro sinistra, ne quando pensiamo al centro destra, sia se siamo degli svuotati e storditi dal bombardamento mediatico, sia se siamo mediamente più consapevoli e riempiti perché con una cultura più ampia, e dunque mi verrebbe da dire minoritaria o di minoranza fate voi. Il problema va ricercato lontano e la cosa ci deve dare conforto. La nostra repubblica è stata fatta grazie ad una minoranza di persone i partigiani e persone molto diverse da una massa o "maggioranza" inconsapevole, per fare un paragone come si dice attualizzato, dunque, se il 60% degli italiani di oggi rincoglioniti dai media ha deciso questo stato di cose non ribellandosi, io credo che non necessariamente dobbiamo arrenderci all'inevitabile, poichè l'unica cosa davvero inevitabile per un essere umano è la limitatezza della nostra permanenza da vivi in questa realtà. Probabilmente non potremo vedere realizzati tutti i nostri sogni, in primis una vera democrazia, ma la necessità di un cambiamento non può prescindere dalla difficoltà di contrastare il MALE, in altri termini si tratta di una visione "religiosa" (attaccamento alla cosa), non cinica, e se vogliamo "morale". Con il termine "morale" intendo la convenienza del 50% + 1 degli italiani liberati dal ricatto politico. Il problema è decisivo e va affrontato secondo me alla radice. Capisco bene che una regione come la Toscana che ha avuto il "Potere Operaio"
come giustificazione della sua attuale coscienza, e come spinta la funzione generatrice della università la Normale, che solo pensare oggi possa accadere un ripresa di coscienza simile anche lontanamente in sICILIA, dove l'università è ridicola, fa sghignazzare dalle risate, beh, comunque non si può prendere questo come pretesto e sentirci parafulmine destinati alla morte. Voglio dire inoltre che se siamo in questa situazione forse il "comunismo" negli anni non è stato moralmente migliore del capitalismo, poiché si è relegato in nicchie che si sono adagiate su privilegi e ha determinato lo scollamento di una società dalla partecipazione politica sempre più inarrivabile e conseguentemente ha determinato la disaffezione di chi credeva in principi di uguaglianza. Del resto sono la persona meno adatta per parlare degli aspetti economici di una regione dove le cooperative "rosse" sono una realtà del capitalismo "meno peggio". In una florida regione quale la Toscana l'unico neo è stato non volere esportare lo stesso modello "razionale" a sUD. La colpa non è certo della paura o chiusura o diffidenza di una cerchia di persone ovviamente, ma di chi non ha permesso che il confronto avvenisse, ed in questo mi sembra che la sinistra sia stata "eccelsa" almeno negli ultimi anni; è stato un peccato almeno quanto il capitalismo della destra. (vedi ... ) Poi, poco mi importa se Travaglio sia di destra, abbia votato in passato la lega il cui professore ideatore Miglio pensava di istituzionalizzare la mafia e la camorra. Io non posso pensare che ad una persona quale Travaglio, credo anche preso dalla spinta emozionale della fanciullezza, non possa essere permesso di sbagliare.