Dopo un pò di mesi di silenzio eccomi alla tastiera per scrivere righe destinate al mio "blog", dicimo la mia memoria. Devo dire che da quasi tre mesi mi sono concesso il lusso di spegnere la TV e non leggere i giornali. Solo qualche notizia, ma da internet quanto basta per non fare brutte figure con gli amici. Tale apparente bizzarria è dovuta ad una mia inaspettata fortuna, la mia partecipazione ad un Master di alta formazione UIIP. Chiaramente non sarebbero strettamente collegati la partecipazione al Master con la desensorializzazione mediatica che ho deciso di intraprendere come ascesi, ma le due cose si sposano molto bene per via degli impegni progettuali di lavoro e del mio isolamento fisico nel luogo suggestivo e singolare che mi ospita: Ariano Irpino. Ma non voglio tediarvi con le mie faccende domestiche. Vorrei più che altro trarre da questa esperienza l'ispirazione. Da un po di giorni mi frulla nella mente una di quelle frasi mitiche: "Incapaci di fare forte ciò che è giusto, abbiamo fatto giusto ciò che è forte." (cit.) E' una frase che mi ha sempre suscitato una certa suggestione. Pensò che una frase del genere possa essere l'epitaffio giusto da apporre sulla tomba di un Re o di una Regina.
Alcamo :"Gli arrestati sono ritenuti affiliati alla cosca mafiosa di Alcamo che avrebbe avuto collegamenti con la politica locale. Un provvedimento del gip è stato notificato anche al consigliere provinciale dell'Udc, Pietro Pellerito, al quale è stato imposto il divieto di dimora ad Alcamo.
Tra i reati contestati agli indagati, oltre all'associazione mafiosa, anche numerose estorsioni commesse sul territorio di Alcamo tra il 2006 ed il 2008. In manette anche un'avvocatessa palermitana di 44 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. L'attività, che avrebbe un valore di un milione di euro, sarebbe riconducibile allo storico clan alcamese dei Melodia. Vito Turano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, era già finito sotto inchiesta anni fa, in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentiti ma sua posizione era stata archiviata." (fonte iltempo.ilsole24ore.com)
Nel passato infatti, la questione della legittimazione avveniva facendo giusto ciò che era forte. Pensiamo al Regno di Sicilia Oggi allegramente ed ipocritamente cerchiamo ancora di fare giusto ciò che è forte, ma non ci riusciamo molto bene, è proprio questo la ragione dello sfacelo dell'iTALIA. Come possiamo pesare di fare forte le decisioni folli dei nostri governanti che di giusto non hanno nulla? In questa ottica fare il giusto per il paese è paradossalmente la cosa peggiore. Siamo un paese in cui dobbiamo sperare sulle opere pie , e sulla bontà a volte vera atre volte meno di magnati , uomini d'altri tempi che spesso si rifugiano in profondi studi sul passato per riproporre dimenticati input valoriali. In una società fatta da faccette nere, attirare a se conoscenza e decisamente sempre più raro.
Quando saremo
vicino a te
noi ti daremo
un'altra legge
e un altro re

Io non posso che essere compiaciuto del fatto che tutto nello correre del tempo ha una sua filologia e volutamente restando nel passato pensiamo un attimo a Re Ruggero II ,
ad esempio vi chiedo: è secondo voi un esempio di come incapaci di fare forte ciò che è giusto, abbiamo fatto giusto ciò che è forte? Oppure invece chi lo sa l'esempio di un giusto oltre che forte e BASTA!
Vi lascio ricordandoVi di un gioco di scommessa, come scommessa è il nostro futuro, il gioco in questione di origine normanna si chiama Honoris Causa Zecchinetta ;)
oramai desueto, ma molto accattivante. Le regole sono le seguenti:
La zecchinetta, anche detto lanzichenecco o lasqueneet, è un gioco d'azzardo popolare italiano il cui nome deriva dai lanzichenecchi[1] che, nel XVI secolo, introdussero il gioco in Italia.
Anticamente si utilizzavano 3 mazzi di carte francesi dai quali venivano eliminati i jolly e tutte le carte con valori da 2 a sei. Nelle sua versione moderna viene giocato con un mazzo italiano di 40 carte. A turno ogni giocatore ricopre il doppio ruolo di banchiere e mazziere.
Il banchiere fissa i limiti massimi e minimi per le puntate. Dopo aver mescolato e fatto tagliare il mazzo, colloca sul tavolo tre carte scoperte, le prime due per sé e la terza per gli altri giocatori.
I giocatori effettuano delle puntate su ognuna delle successive carte del mazzo, che verranno mostrate, una alla volta, dal banchiere. Se la carta ha lo stesso valore di una delle due carte del banchiere, questi vince la posta in gioco. Se la carta ha lo stesso valore di quella dei giocatori, ognuno di essi riceve dal banchiere una posta pari a quella puntata. Altrimenti la posta resta in gioco, valida per la carta successiva.
Finite le carte, il banchiere passa il mazzo al giocatore successivo, che diventa a propria volta banchiere.
Due carte uguali a Zecchinetta
Se le carte uguali sono due, esse vengono messe una sull'altra dalla parte dei giocatori, i quali possono puntare.
Però le puntate sulla carta raddoppiata verranno pagate solo quando la carta del banchiere sarà triplicata.
Infatti al raddoppio della sua carta il banchiere paga tutte le eventuali puntate sulle altre carte in gioco e continua a giocare solo contro le puntate sulla carta doppia.
Se esce prima la terza carta dei giocatori egli vince e conserva il banco, se invece esce prima la sua terza carta egli perde e passa il banco al giocatore successivo.
Quando tutte e tre le prime carte sono uguali esse vengono sovrapposte dalla parte dei giocatori.
all'uscita della sua seconda carta il banchiere paga tutte le eventuali puntate sulle altre carte e continua a giocare solo contro la carta triplicata, perderà chi per primo accumulerà 4 carte uguali.
Ziginette gioco d'azzardo italiano
La Ziginette è molto popolare fra gli italo-americani negli Stati Uniti ed è presente in molte case da gioco americane.
E' comunque curioso rilevare come nei repertori italiani di giochi di carte degli ultimi decenni il gioco non venga quasi mai descritto, mentre ne scrivono spesso gli americani presentandolo come tipico e popolare gioco d'azzardo italiano.
Carte raddoppiate alla Zecchinetta
Le carte dei giocatori raddoppiate vendono accontonate e messe in evidenza.
Se esce un terzo esemplare di una coppia di carte già accantonate, esso viene scartato e non messo sul tavolo per le puntate dei giocatori.
Praticamente i giocatori non possono scommettere su carte di cui sono già usciti due esemplari.
Quando fra le prime carte escono due o tre carte dello stesso valore la smazzata viene annullata e le carte ridistribuite dallo stesso banchiere.
In alcuni circoli la smazzata non viene annullata quando escono all'inizio 2 o 3 carte uguali.
Variante della Zecchinetta
Un modo più semplice di giocare a Zecchinetta è il seguente.
Dal fondo del mazzo mescolato e tagliato il mazziere estrae una carta e la mette scoperta alla sua sinistra (è la sua carta).
Quindi ne estrae un'altra che mette alla sua destra (è quella su cui i giocatori depositeranno le loro puntate).
Fatte le puntate, il banchiere gira il mazzo scoprendo la terza carta.
Se essa non è uguale a una delle prime due carte scoperte, continua a sfogliare una alla volta le carte fino a che non esce una carta uguale ad una delle prime due.
Se esce prima quella del mazziere vincono i giocatori.
Se esce prima quella dei giocatori vince il banchiere.
Questo gioco lo consiglio vivamente a quelli di AlcaCalla quelli con il pigiama a striscie!