Scrivo dopo un pò di tregua, il caldo è stato un nemico anche nella terra in cui vivo la Sicilia, dunque come un pò tutti, sono stato rintanato a casa nell'attesa di un pò di frescura la sera. Durante il giorno ho ripreso in mano vecchi libri anche solo per risistemarli e avere da essi un piccolo rapimento nostalgico. Di solito non ho tempo di rileggere libri che ho letto quando ero ragazzo, ma oggi fra le mani mi è venuto un libro parecchio ingiallito e con una copertina dal titolo mozzafiato per un Ingegnere Informatico V.O. Il titolo era lì e mi diceva: che aspetti ti ricordi quando mi hai abbandonato fra gli altri libri con la promessa: "ti rileggerò da adulto?" Era il lontano 1992, ricordo bene, ero al secondo anno di Ingegneria a Palermo, all'epoca l'università di Palermo era considerata una signora università e sopratutto la facoltà di Ingegneria era sulla bocca di tutti, grazie alle smancerie di alcuni giornali del nord che ricordo altrettanto bene, stilavano classifiche sulle migliori facoltà d'Italia e miracolosamente la facoltà di ingegneria dell'università di Palermo risultava fra i primi posti dopo i politecnici di Milano e di Torino. Io ero davvero fiducioso, mi aspettava un futuro, un grande futuro da quella università. Ricordo che in quegli anni io ero irrimediabilmente attratto dalla ricerca del sapere, dalla filosofia, dalla matematica, della scienza. Cercavo nei discorsi ogni cosa che non era banale e mi appariva agli occhi come tale, erano anni in cui la contestazione, il 68', aveva i sui rigurgiti.
Negli anni 90', ricordo bene l'occupazione universitaria, il movimento studentesco, la pantera nera della facoltà di lettere e filosofie, facoltà di lettere dove ero solito andare nelle ore buche,... andavo a seguire le lezioni di Armando Plebe.
Che tipo particolare era all'epoca quell'uomo, un grande! Andavo con la scusa di trovare la mia ex ragazza con la quale per il 70% delle volte si aveva un ottimo scozzo intellettuale su tutto e alla fine si finiva come da perfetti innamoratini sul convenire altrettanto su tutto, bacini compresi. Io ero dopotutto un futuro Ingegnere la cui mente non poteva capire le sottigliezze di un uomo come Armando Plebe lei diceva cosi per giustificare le mie obiezioni ai libri di A. Plebe, e anche se una volta gli vidi scrivere al prof. una equazione matematica sbagliata alla lavagna impaurendo con quella formula la quasi totalità dei presenti come superman a cospetto della criptonite, non ebbi il coraggio di alzare la manina dalle ultime file, e di farlo notare a quella gente che lo ascoltava come un sciamano o un oracolo d'altri tempi. Ricordo che una volta gli sentì dire ad A. Plebe che il potere politico al governo deve essere sempre sul filo della sfiducia per comportarsi bene! E devo dire che la cosa fu quanto mai profetica negli anni avvenire! Ma io ero spensierato all'epoca, non potevo certo credere nel cinismo gratuito anche se veniva da un filosofo rinomato come A. Plebe. Ricordo quel viale delle scienze con una certa nostalgia, gli odori della mensa Santi Romano, a volte terribili, a volte deliziosi, gli alberi che facevano scivolare batuffoli di simil-cotone dalle ghiande, gli acquazzoni che li facevano imputridire quei batuffoli e li facevano diventare una arma micidiale: scivoloni gratis per la gente che camminava. Non ho mai saputo il nome di quegli alberi spinosi e surreali, ma mi facevano provare, questo sicuramente, un certo timore referenziale nei confronti delle istituzioni con cui avrei avuto a che fare da li a poco. I professoroni, i miei professoroni di matematica, ricordo che spesso io li chiamavo le signore della matematica, erano quasi tutte donne, le definivo così scherzosamente poiché intuivo che quei posti che ricoprivano erano una specie comodato d'uso perché non all'altezza di un ruolo nella facoltà di matematica e dunque si erano imboscati in ingegneria, dopotutto gli ingegneri non dovevano capire la matematica la dovevano solo applicare era questo il ritornello che si prefigurava nella mente di tutti noi allievi ingegneri, sotto un insegnamento fatto di timore nel fare domande fuori luogo, ma ciononostante io ero fiero, si ero fiero lo stesso, studiavo dopotutto su libri fatti da matematici Palermitani come di Bari-Vetro un mattone di Analisi Matematica 1 & 2 d'altri tempi, come d'altri tempi era la carta ingiallita che il loro editore aveva usato per la stampa dei volumi. Sapevo del circolo matematico di Palermo, sapevo del lustro meritato in passato, molti autori persino il grande B. Russell quello dei principi, aveva menzionato la mia terra, la Sicilia ed il circolo matematico di Palermo. Un giorno sul viale delle scienze fui rapito da una copertina bizzarra su una bancarella del libro, era un insieme di labirinti figura simile, ma meno regolare al labirinto di Peano
il grande matematico Torinese, e una scritta dal nome altrettanto magnetica "Dalla logica alla metalogica" Scritti fondamentali di logica matematica a cura di Ettore Casari. (Normale di Pisa) Io non sapevo molto di logica e devo dire leggere un libro dei massimi esperti di logica in Italia non era cosa per un studentello di 2° anno di Ingegneria. Eppure mi sforzai di leggere il leggibile dove non capivo cercavo di intuire. Non finii mai di leggere quel libro, pur prendendolo fra le mani tante volte, non arrivai oltre Il capitolo di David Hilbert il grande matematico che aveva sempre suscitato in me un certo fascino per la sua volontà di volere svincolarsi dalla intuizione matematica. Del resto oggi buona parte del suo programma le "Bewistheorie" stanno alla base della capacità dei calcolatori elettronici per poter dimostrare teoremi matematici e quest'uomo non sapeva nemmeno cosa sarebbero stati i computer di oggi. Oggi ho ripreso quel libro e ho riletto quel meraviglioso capitolo tratto da una sua conferenza sui fondamenti logici della matematica. Una cosa mi ha colpito nella descrizione di un assioma detto da lui transfinito. David Hilbert doveva essere un uomo molto ironico, sentite come fa capire agli altri matematici presenti al congresso l'assioma transfinito:
per una giusta comprensione sostituire tA con Berlusconi oppure con la casta in genere
Adesso a distanza di anni dopo le strage di Capaci, e quella di via d'Amelio, dopo che i sICILIANI hanno preferito dimenticare ciò che è accaduto, dopo che vi è una maggioranza incontrollabile alla faccia di quel filo della sfiducia come possibile controllo di onesta nel comportarsi di un governo, dopo che la contestazione non è per i giovani se non un modo per vestirsi da post-fighettini, dopo che l'oppio della TV ha raso a suolo ogni barlume di speranza, dopo che hanno devastato l'università con il nepotismo palese e persino giustificato come modello sociale (vedi P. Conti i Raccomandati), e per capire di cosa sto parlando basta fare un prelievo del sangue all'università di Palermo, ma credo anche nelle restanti università d'Italia, e scoprire che tutti i docenti sono imparentati fra di loro. Oggi, dopo che il merito è una figura retorica in bocca di una maggioranza che ha permesso tutto questo, perché non mi vengano a dire che è colpa dei comunisti che non esistono più!... Io mi chiedo, cosa resterà di questa società italiana? La risposta è: Nulla!
Mi fanno schifo quelle persona che si spacciano per perbenisti.
Mi fanno schifo quando decidono di apparire per quello che non sono. L'alternativa dei miei c.! Se c'era Bertinotti...ah se c'era lui... ve lo ricordate quell'essere chic-alternativo che ha decretato la morte della sinistra? Cosa pensate che avrebbe detto? Nulla! Avrebbe riso e avrebbe detto: ve lo siete meritati stronzetti! Adesso sono c.zz. vostri. Lo avete voluto fare il partito unico PD-PDL ora statevi buoni, ma lo avrebbe detto solo per farci contenti, buonuomo. In realtà perchè mai Walter & compani si dimenano? Ve lo dico io! Cercano di portare a se qualche consenso perso per strada, intendo qualche consenso che non sia andato al partito unico PD-PDL, ossia quella minutaglia di gente che secondo coscienza e motivata dal fatto che non aveva nulla da perdere, ha desico di votare per qualche altra alternativa che non era PD-PDL. Il PD Vuole ottenere, assieme con il PDL, il 100% di consensi, non importa se per adesso in opposizione, tanto alla fine la gente non si ricorderà nulla, dovrà solo avere la percezione che qualcuno è dalla loro parte momentanemante, ecco a cosa servono i partiti: a prenderci per il culo. Non gli importa nulla delle intercettazioni, figuriamoci. Sono solo apparenze, siamo in uno stato totalitario è questa la realtà; se un giorno mi sveglierò in prigione probabilmente non sarà perchè sono in un fantomatico sogno Kafkiamo e mi chiamo Josef K.,
ma molto probabilmente perchè tutti noi abbiamo permesso a degli IDIOTI di mettercela nel c., questa volta con l'ultimo provvedimento che non hanno ancora preso: arresto immediato per chi mostra una opinione nei confronti del regime non importa se a favore o contro! Questo sarebbe un dettaglio!
Oggi esistono varie categorie di idioti e sempre più spesso queste categorie hanno un comune identificatore, la razionalità. Certo che dicendo in questi termini si potrebbe incorrere in una naturale obiezione, ma analizzando il comportamento umano non possiamo non notare un fatto ben preciso: la razionalità tanto decantata come ciò che distingue l'uomo dall'animale, poggia le sue basi sulla apparente irrazionalità. Pensiamo un attimo ad un bambino appena nato o meglio a qualche mesi di vita, nulla sa di condizione necessaria e sufficiente, nulla di principio di indeterminazione, nulla di gravità, nulla di elettromagnetismo e nulla della nuova teoria delle stringhe, eppure vive, gioca, e cerca di portare con la mano a se le cose, identificando lui stesso con il mondo. Di questa fase della vita apperentemente irrazionale il bambino ne esce anche grazie ai genitori che cercano di farlo crescere con una certa educazione; e così, giorno dopo giorno, il bambino impara comportamenti considerati convenienti per il suo futuro. In questa fase definiamola pure analogica-dialogica, dove il simulare ha una importanza centrale, la realtà non è mai esattamente distinta dalla fantasia. E la fantasia non è un elemento in se negativo tanto più se non la consideriamo mossa dalla casualità (o dalla incoerenza); pensiamo un attimo agli artisti (...) potremmo dire di loro essere idioti o meglio folli? Se ammettiamo la casualità come la base della fantasia dobbiamo anche definirla non astrattamente, e dunque potremmo prendere a prestito dalla matematica il concetto più vicino al senso comune di casualità: evento non prevedibile, non determinabile dalle condizioni iniziali. Ed è qui il problema: la fantasia, dunque un atto umano prodotto della nostra mente, condimento principale per i bambini e per gli artisti, è o non è determinabile dalle condizioni iniziali? Se siamo romantici e siamo affascinati dal concetto dell'infinito che c'è in noi allora saremmo propensi per forza di cose ad ammettere che non c'è condizione iniziale che tenga, tutto è imprevisto, e allora in tal caso non esisterebbero idioti nel senso stretto del termine, e forse non esisterbbe forma di vita organizzata sul pianeta estendendo il concetto di infinito! Se ammettiamo invece che in effetti il caso è solo una invenzione umana per giustificare una nostra defaglianza interpretativa della realtà, e dunque nulla è per caso, a quel punto nessun comportamento è irrazionale e l'idiota avrà la sua buona base razionale. Da questo fatto ne deriva che qualsiasi idiota che noi incontriamo per strada è un essere razionale, ad esempio è razionale chi vuole costruire centrali nucleari obsolete prima di finirle in modo che faccia profitto a scapito delle società, è razionale chi usa l'esercito per tenere a bada una popolazione che non vuole essere intossicata dai rifiuti tossici prodotti da altri, gli amici dei politici corrotti, è razionale chi usa le armi della paura scientifica indotta per soggiogare le menti più impertinenti, è razionale uccidere i politici che non si piegano alla volontà della combutta affaristica che governa (diciamo solo nascostamente per dignità di chi scrive) il paese, è razionale , per restare in tema di elezioni provinciali l'idiota politico di turno che assoldato dalla mafia-massoneria non vuole vedere con chi ha a che fare, l'importante sono lo stipendio e basta, è razionale l'idiota giornalista che giustifica e disinforma raccontando storielle glamour su fatti e personaggi inventati dalla sua fantasia ora ci vuole casuale, o dalla fantasia del suo capo, il suo grande capo. Non parliamo poi degli idioti nobiluomini e delle idiote nobildonne, spesso i nobili idioti, infatti, sono solo patentati di perbenismo, e sono schiavetti che aiutano il regime spacciandosi per alternativa moral-elitaria, ma qui entriamo in un circolo vizioso: è nato prima l'uovo o la gallina. Sono nati prima i nobili latifondisti bella gente fine ottocento che avevano bisogno dei curati trasformati in mafiosi per non perdere i propri possedimenti, oppure sono nati prima i mafiosi che ricattavano i latifondisti nobili per entrare a far parte anche loro dei privileggi. Questa è chiaramente storia di cosa nostra, i fatti oggi come dicono alcuni giornalisti sono altri, sono solo affari, adesso non vi è alcuna distinsione fra le categorie su menzionate io aggiungerei e chi se ne frega. Vi lascio perchè mi sono rotto di sproloquiare su cazzate a me indotte dalla contintingenza in cui vivo un paesello inerme e fantasma, dopotutto io cogito ergo sum e tu fai quello che vuoi, anche L'IDIOTA!
Se decidi di essere un idota per scelta altrui
cerca di non farlo vedere troppo
:(...):
Don't wanna be an American idiot.
Don't want a nation under the new mania.
And can you hear the sound of hysteria?
The subliminal mind fuck America.
Welcome to a new kind of tension.
All across the alienation.
Everything isn't meant to be okay.
Television dreams of tomorrow.
We're not the ones who're meant to follow.
For that's enough to argue.
Well maybe I'm the faggot America.
I'm not a part of a redneck agenda.
Now everybody do the propaganda.
And sing along in the age of paranoia.
Welcome to a new kind of tension.
All across the alienation.
Everything isn't meant to be okay.
Television dreams of tomorrow.
We're not the ones who're meant to follow.
For that's enough to argue.
Don't wanna be an American idiot.
One nation controlled by the media.
Information age of hysteria.
It's calling out to idiot America.
Welcome to a new kind of tension.
All across the alienation.
Everything isn't meant to be okay.
Television dreams of tomorrow.
We're not the ones who're meant to follow.
For that's enough to argue
Prendo spunto da un nik di un vero amico, un futuro psicologo, amico mio di Palermo, per parlarvi di una curiosa faccenda strettamente personale. Qualche giorno fà, una persona esecrabile mi ha scambiato per un umile centro assistenza. Un amico, diciamo meglio un examico, mi ha portato il suo PC con un foglietto su cui erano elencati dei programmini che voleva installati, oltre la formattazione ed installazione del sistema operativo, e mi ha detto: visto che tu te ne intendi ed io devo pagare altri, beh pago te! Tu ti devi pagare anche se siamo amici! Io a dire il vero non faccio lavori di questo tipo, ma per un amico non mi sono tirato indietro. Ho fatto quanto dovuto: 4 ore di lavoro a pieno di sicuro, ma sicuramente anche di più, e visto l'amicizia gli ho fatto persino dei videotutorial per spiegargli tutto il mio lavoro, non sono stato certo a guardare l'orologgio fiscalmente ne la quantità di personalizzazioni, creandogli persino un modo per poter non avere mai più bisogno di formattare: come dire un lavoro ineccepibile, in modo che non spendesse più soldi con nessuno, compreso me. Tuttavia decisi di fargli pagare solo due ore, per via della amicizia. Ieri si presenta per prendersi il PC e mi chiede: quanto ti devo? Io un pò imbarazzato devo dire per via della amicizia rispondo: mah! dammi TOT euri. Lui sbianca in viso con voce tremolante apre il portafoglio e mi fa vedere un terzo della somma che gli avevo detto. Io dico non ti preoccupare quando ce li hai me li dai. Lui insiste, mi da i soldi e mi dice che mi darà il resto al più presto, prende il PC e va via. Oggi mi chiama e mi dice: Ti porto i soldi a casa. Ci incontriamo giù le scale di casa mia ed esorta: ti porto i soldi, ma ti devo dire una cosa, questi soldi che mi hai chiesto sono troppi, mi sono sentito derubato, mi sono informato e per formattare ci vogliono quel TOT che ti ho dato ieri. Ha persino il coraggio di aggiungere: comunque io ti do i soldi e con me hai chiuso, e con viso e voce incazzata prende i soldi dal portafoglio. A quel punto io non posso accettare l'umiliazione, e gli faccio notare che lui è venuto a portarmi il suo PC di sua volontà, ed io non ho bisogno dei suoi soldi, ma se devo fare un lavoro e lui vuole che mi paghi, beh allora, decido io quanto vale il mio lavoro non certo lui: un incompetente assoluto. Con uno slancio che non mi sarei aspettato, e con un fare da superiore esorta: io ti avrei fatto guadagnare dei soldi portandoti altri lavori, ma con me hai chiuso. Io a quel punto ho superato il limite di sopportazione. Senti, rispondo oramai deluso: prenditi i soldi e consideralo un regalo che io non faccio questi lavori di norma, ti ho rifatto un PC che probabilmente non hai mai visto così veloce, nemmeno quando lo hai comprato. E per inciso, io non ho bisogno dei tuoi soldi. Sto per chiudere la porta con energia quando lui si gira e sempre con quell'aria da superiore garbuglia: tanto il lavoro che mi hai fatto te lo ho già pagato con quello che ti ho dato. E già lo immaginavo, gli rispondo io sorridendo ironicamente: forse tu volevi proprio questo, non pagare! Lui risentito, perchè crede di essere una persona onesta, ma con violenza inaudita, perchè capisce di essere in difetto, un frustrato assoluto, mi strattona e quasi sta per alzarmi le mani per farmi accettare i soldi. Ma io ho risposto semplicemente alla sua offesa difendendomi: non posso certo accettare una specie di elemosina. Per me quei soldi non hanno nessun valore se non simbolico, ma siccome non ho potuto farglielo capire perchè lui è un limitato, ho preferito scriverlo (perdonatemi) sperando che lo leggano anche i miei amici (...) alcuni dei quali sentito l'accaduto sono rimasti stupiti dalla follia che imperversa nella gente anche di quella gente apparentemente nornale.
Vi lascio con un esempio visivo di ciò che non ho mai fatto io nella mia vita sia quando ero studente all'università, sia quando, entrato nel mondo del lavoro, ho avuto incontri con personaggi politici pseudoamici. (tipo L. S.)
gentilmente concessa da www.luigiyluca.com
Due gay intelligenti!
molto meglio di qualche fascistone pervettito
Abbiamo la chiave per comprendere come mai l'uomo cerca a tutti i costi l'autodistruzione e tende sempre a dare delle giustificazioni. La cosa bella (ops... brutta, insomma fate voi) è che da immemorabile tempo tutti i detentori del sapere, almeno i detentori di una parte del sapere iniziatico, vedi massoneria, vedi religioni varie, sanno e forniscono giustificazioni comportamentali a ciò. La chiave per interpretare i fatti è molto banalmente il principio dell'autodistruzione, antitetico al principio di conservazione. Potremmo partire da lontano, dalla natura dell'uomo, per interpretare la scoperta dell'acqua calda, ed in tal senso possiamo rileggere il grande Freud:
"Freud distingue fra pulsioni dell'Io e pulsioni sessuali: mentre le prime tendono all'impegno nella realtà, le seconde tendono al piacere ed entrano in contraddizione con quelle dell'Io. In un secondo tempo Freud aggiunge le pulsioni di Morte ed Eros, e sviluppa la tesi secondo cui nell'uomo esisterebbe, accanto a una tendenza alla conservazione e allo sviluppo della vita e dell'eros, anche una tendenza all'autodistruzione, al dissolvimento di se stessi. Freud chiama le pulsioni sessuali anche con il nome di pulsioni libidiche: inizialmente egli intendeva per libido la somma delle energie vitali, poi ha ristretto il riferimento del termine alle sole sessuali, in polemica per questo con Jung. Egli descrive la libido come una forza cieca e irrazionale, violenta e incoercibile come la fame; nonostante promuova l'incontro tra i sessi, essa è intimamente asociale, perché induce l'individuo a ricercare il proprio piacere personale e ad investire cariche energetiche in obiettivi edonistici. La libido sospinge l'essere umano verso il piacere, a scapito del lavoro nella realtà, per cui la sua vita sarà attraversata dal conflitto tra il principio di piacere e il principio di realtà." (fonte http://www.homolaicus.com/teorici/freud/freud.htm)
In effetti volendo partire ancora da più lontano non dalle menti individuali, ma dalla mente collettiva umana, potremmo partire dalle religioni. Le religioni, quasi tutte, contemplano il sacrificio. Cosa sarà mai questo sacrificio? La risposta non mi sembra sempre di origine sessuale chiaramente non sempre. Nell'antichità dove il sesso non era un tabù, mi viene in mente la grande trovata della circoncisione la quale oltre ad essere praticata per questioni igenico sanitarie era anche un indubbio vantaggio contro la eiaculazione precoce, le peggiori atrocità sono state fatte, in nome del bene (Vedi crocifissione di un uomo, forse uno squilibrato dell'epoca, un diverso chi lo sa?).
Ma a parte questo, tutti sanno che nella Bibbia Dio e il Demonio sono chiamati con lo stesso nome, dunque perchè tradurre diversamente mi verrebbe da dire cinicamente. Non vogliamo prendere ad esempio i vangeli apocrifi, tenuti come i malati di mente negli istituti di recupero, ma nonostante ciò constatiamo pure che per quelli più smaliziati, i vangeli apocrifi hanno rappresentato un indubbio vantaggio (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/La_buona_novella). Concludo queste banalità con una domanda banale: possiamo vedere il principio di questa ambivalenza bene-male, uomo-donna, Dio-Demone, Yin Yang e per finire in bellezza, per sdrammatizzare, questo Lord Shiva come Dio della distruzione?
Si... certamente, quantunquamente e infattamente!!!
Del resto la visione è quella..., quella della fine in ogni caso, "dell'escatologica" tout court a tutti i costi, e possiamo pensare senza essere retorici, che una sorta di contrapposizione di principi come entalpia-entropia, sarebbero la prova scientifica della nostra involontaria-volontaria voglia alla conservazione-autodistruzione! Attenzione. (chiudo) Non possiamo per via di questo continuo osservare, forzare il ragionamento e prendere a pretesto del bene l'allungamento della vita media dell'uomo. Questo non lo possiamo fare, perché dopotutto, la negazione del male non è l'accorciamento della possibilità di restare più a lungo come specie umana a favore del benessere, su via...è banale. Si tratterebbe se fosse il contrario di un segreto alla Voyager... da celare ai confini della conoscenza umana!!! (vedi la vita eterna=UFO) Dire che qualcuno lassù ci vuole bene per questa nostre-idiozie, beh! francamente mi sembra davvero superfluo!
Nucleare: Ue, incidente in Slovenia
Nella centrale di Krsko, ma non c'e' alcuna fuga radioattiva (ANSA)- BRUXELLES, 4 GIU - L'Ue ha lanciato l'allerta per un incidente avvenuto in una centrale nucleare in Slovenia, ma al momento non c'e' alcuna fuga radioattiva. Lo precisa un comunicato diffuso a Bruxelles. Il sistema europeo d'allerta e' scattato dopo che dalla Slovenia e' stato comunicato che si era verificata una perdita nel circuito di raffreddamento della centrale di Krsko. In Slovenia sono scattate le procedure per lo spegnimento della centrale, procedure che sono attualmente in corso.